IL BODYBUILDER CHE MANGIAVA 10 MILA CALORIE AL GIORNO PER TRASFORMARE IL SUO FISICO
Allenamenti estremi, pasti giganteschi e una preparazione fisica fuori da qualsiasi standard normale. La storia del bodybuilder che arrivò a mangiare fino a 10 mila calorie al giorno continua ancora oggi a scioccare il mondo della palestra e del fitness.
FITNESS E SALUTE
Dodici uova, numerose fette di pane e un litro di succo d’arancia erano soltanto l’inizio della giornata. Poche ore dopo arrivavano riso e circa dieci-dodici bistecche. La sera potevano comparire dieci filetti di pesce con patate.
Nel 2021 il bodybuilder australiano Chris Kavvalos dichiarò di consumare circa 10.000 calorie al giorno. L’obiettivo era aumentare ancora la massa muscolare e raggiungere il livello necessario per competere nelle manifestazioni più importanti degli Stati Uniti.
Il dato fece il giro del mondo, ma il vero centro della storia non era la quantità di cibo. Nonostante un fisico enorme, anni di allenamento e diverse vittorie nelle competizioni australiane, Kavvalos continuava a guardarsi allo specchio e a considerarsi troppo piccolo.




UN BODYBUILDER AUSTRALIANO DI ALTO LIVELLO
Chris Kavvalos è un atleta greco-australiano legato alla scena del bodybuilding di Sydney. Le classifiche sportive registrano il suo cognome anche nelle forme Kavalos o Kavaloss, ma Kavvalos è la grafia maggiormente utilizzata dalle cronache australiane.
Nel corso della carriera ha ottenuto diversi risultati importanti. Vinse categorie di peso all’Amateur Olympia Australia nel 2015 e nel 2016 e conquistò il primo posto tra gli atleti oltre i cento chilogrammi in competizioni nazionali del 2019.
Alcuni articoli lo presentarono come tre volte “Mr Australia”. La definizione richiede però prudenza, perché nel bodybuilding esistono numerose federazioni, classi di peso e titoli assoluti. Le classifiche confermano più vittorie di categoria, ma non necessariamente tre successi nell’overall nazionale.
È quindi più corretto descriverlo come un bodybuilder agonista australiano di alto livello.


LA DIETA MOSTRATA IN TELEVISIONE
Kavvalos divenne noto al pubblico più ampio partecipando nel settembre 2021 a Todd Sampson’s Mirror Mirror, documentario televisivo dedicato alla percezione del corpo, alle industrie della bellezza e agli estremi del fitness.
Durante il programma mostrò una parte della propria alimentazione. La colazione comprendeva dodici uova, numerose fette di pane e circa un litro di succo d’arancia.
Dopo poche ore preparava un pasto con riso e una quantità impressionante di carne. Le fonti non concordano perfettamente: alcune parlano di dieci bistecche, altre di dodici. A cena vennero mostrati dieci filetti di pesce accompagnati da patate.
Porzioni simili potrebbero effettivamente avvicinarsi alle 10.000 calorie, ma il totale dipende dalle grammature, dai tagli di carne, dai condimenti e dagli eventuali alimenti non mostrati.
Il numero deve quindi essere presentato come una dichiarazione dell’atleta, non come una misurazione indipendente eseguita da medici o nutrizionisti.


MANGIARE ERA DIVENTATO UN LAVORO
Nel bodybuilding, l’allenamento rappresenta soltanto una parte della preparazione. Durante la fase di massa, gli atleti devono consumare più energia di quella necessaria al mantenimento per sostenere il recupero e la crescita muscolare.
Kavvalos raccontò però che il proprio regime aveva raggiunto dimensioni estreme. Disse di seguirlo da anni e ammise che, in alcune occasioni, l’enorme quantità di cibo lo portava vicino al rigurgito.
Questo dettaglio mostra un aspetto poco raccontato del bodybuilding: per alcuni atleti mangiare non è più un piacere, ma un’attività pianificata da completare anche quando il corpo comunica sazietà.
Non è comunque dimostrato che abbia consumato esattamente 10.000 calorie ogni giorno per sette anni consecutivi. Normalmente un bodybuilder modifica l’alimentazione tra periodi di massa, preparazione agonistica e recupero.


UNA SPESA DA 180.000 DOLLARI AUSTRALIANI
Kavvalos dichiarò inoltre di aver conservato gli scontrini e calcolato una spesa alimentare media di circa 180.000 dollari australiani all’anno.
La cifra è enorme, ma deve essere contestualizzata. Non si trattava di dollari statunitensi né di euro e il calcolo non venne sottoposto a una verifica contabile pubblica.
Non sappiamo inoltre se comprendesse integratori, pasti consumati fuori casa o altri prodotti collegati alla preparazione.
Il dato resta comunque significativo perché mostra quanto un regime basato su grandi quantità quotidiane di uova, carne, pesce e riso possa diventare economicamente insostenibile per una persona comune.
PIÙ CALORIE NON SIGNIFICA AUTOMATICAMENTE PIÙ MUSCOLI
Un surplus energetico è utile per costruire massa muscolare, ma l’organismo possiede una capacità limitata di produrre nuovo tessuto.
La letteratura dedicata al bodybuilding suggerisce generalmente surplus moderati, spesso compresi tra il 10 e il 20 per cento sopra il fabbisogno di mantenimento per principianti e intermedi. Negli atleti avanzati l’aumento dovrebbe essere ancora più prudente, perché la velocità di crescita muscolare tende a diminuire.
Consumare quantità enormemente superiori al necessario può quindi aumentare soprattutto il grasso corporeo, il carico digestivo e la difficoltà della successiva fase di definizione.
Anche per le proteine esiste un limite oltre il quale aumentare l’assunzione non produce automaticamente più massa muscolare. Una dieta sportiva deve inoltre fornire fibre, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, non soltanto grandi quantità di alimenti proteici.




FONTI
Network 10
Paramount Australia & New Zealand
Todd Sampson’s Mirror Mirror
PerthNow
Getty Images
Amateur Olympia Australia
IFBB Pro League Australia
NPC Worldwide
BigBodies
MuscleMemory
PubMed
National Library of Medicine
Sports
IL CORPO CHE NON SEMBRAVA MAI ABBASTANZA GRANDE
La parte più significativa del documentario arrivò quando Kavvalos parlò della propria immagine.
Nonostante quasi vent’anni di allenamento e un fisico fuori dal comune, disse di vedersi ancora troppo piccolo e poco proporzionato. Quando Todd Sampson gli chiese se conoscesse la bigorexia, l’atleta rispose che avrebbe potuto soffrirne.
Il termine informale indica la dismorfia muscolare, una condizione nella quale una persona si percepisce poco muscolosa o insufficientemente definita anche quando possiede già un corpo molto sviluppato.
Può essere associata a controllo continuo dello specchio, allenamento compulsivo, dieta rigida e sacrificio delle relazioni sociali. Non basta però desiderare più muscoli per ricevere una diagnosi.
Kavvalos riconobbe una possibile somiglianza, ma non risulta una diagnosi clinica pubblicamente documentata.
NON È UN MODELLO ALIMENTARE DA IMITARE
Le 10.000 calorie raccontate nel programma non rappresentano una raccomandazione per chi frequenta la palestra.
Il fabbisogno energetico dipende da peso, altezza, età, attività, metabolismo e obiettivi. Anche un atleta molto grande e muscoloso può avere esigenze inferiori rispetto a quelle dichiarate da Kavvalos.
Non esistono inoltre informazioni pubbliche complete sul suo stato di salute, sugli esami del sangue o sull’effetto a lungo termine di quel regime.
La storia deve quindi essere letta come il ritratto di un estremo del bodybuilding, non come un esempio da replicare.
Il paradosso rimane impressionante: un uomo capace di consumare in un giorno l’energia necessaria a diverse persone, allenarsi con pesi enormi e vincere competizioni continuava a osservare il proprio corpo e a vederlo insufficiente.
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