ERUZIONE ETNA 30 LUGLIO 2026: FONTANA DI LAVA E CENERE FINO A 7 CHILOMETRI DI QUOTA

L’eruzione Etna 30 luglio 2026 è iniziata alle 3:30 alla Voragine: fontana di lava, cenere fino a 7 km di quota, ricadute su Bronte e un piccolo flusso piroclastico verso la Valle del Bove.

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7/30/20266 min read

Alle 3:30 del mattino del 30 luglio 2026, le telecamere dell’Osservatorio Etneo dell’INGV hanno registrato la ripresa dell’attività stromboliana nel cratere Voragine, nell’area sommitale dell’Etna. Nel giro di poche ore, le esplosioni sono diventate progressivamente più intense, fino a produrre una fontana di lava, una grande emissione di cenere e una nube vulcanica arrivata a circa 7 chilometri sul livello del mare.

L’eruzione Etna 30 luglio 2026 si è sviluppata rapidamente. La cenere, inizialmente dispersa verso nord-ovest, si è successivamente propagata nel quadrante occidentale del vulcano, raggiungendo anche l’abitato di Bronte. Alle 9:59 è stato inoltre osservato un piccolo flusso piroclastico diretto verso la parte desertica della Valle del Bove.

L’episodio è stato seguito attraverso telecamere visibili e termiche, sensori sismici, strumenti per la misurazione delle deformazioni del terreno e sistemi dedicati alla sicurezza aerea. Gli aggiornamenti ufficiali mostrano come una fase apparentemente modesta possa trasformarsi in poche ore in un evento molto più energetico, una caratteristica ben conosciuta dell’Etna.

A thermal imaging view of a volcanic eruption showing heat signatures on a mountain peak.
A thermal imaging view of a volcanic eruption showing heat signatures on a mountain peak.

PRIMA DELL’ERUZIONE, LA VORAGINE MOSTRAVA SOLO DEGASSAMENTO

La nuova attività è arrivata dopo un mese già segnato da diversi fenomeni eruttivi. Tra il 5 e il 7 luglio, una fessura apertasi tra il cratere Voragine e il cratere di Nord-Est aveva prodotto esplosioni stromboliane, emissioni di cenere e una piccola colata che si riversava all’interno del cratere di Nord-Est. Quell’episodio si era concluso il 7 luglio, lasciando nell’area sommitale soprattutto degassamento e attività esplosiva intracraterica.

Nel bollettino pubblicato il 28 luglio, relativo alla settimana compresa tra il 20 e il 26, l’INGV descriveva una situazione senza variazioni particolarmente rilevanti. Il cratere di Nord-Est mostrava sporadiche esplosioni interne, Bocca Nuova produceva occasionali emissioni di cenere diluita, mentre alla Voragine veniva osservato soltanto un modesto degassamento.

Anche l’attività termica rilevata dai satelliti risultava bassa. Il tremore vulcanico si manteneva prevalentemente su valori medi, sebbene con alcune oscillazioni, e le reti di monitoraggio delle deformazioni del suolo non avevano registrato cambiamenti significativi. Il bollettino ricordava tuttavia che l’Etna può evolvere rapidamente e che il livello di pericolosità non è mai completamente nullo. Due giorni dopo, questa possibilità si è concretizzata.

Mount Etna active volcano erupting orange lava and smoke at night over a lit Sicilian town.
Mount Etna active volcano erupting orange lava and smoke at night over a lit Sicilian town.

DALLE 3:30 ALLA FONTANA DI LAVA E ALLA NUBE DI 7 CHILOMETRI

Il primo comunicato del 30 luglio è stato pubblicato dall’INGV alle 5:24 ora italiana. Le immagini delle telecamere mostravano attività stromboliana alla Voragine a partire dalle 3:30, accompagnata da cenere dispersa verso nord-ovest.

L’attività stromboliana è caratterizzata da esplosioni intermittenti provocate dalla risalita e dalla liberazione dei gas presenti nel magma. Queste esplosioni lanciano sopra la bocca frammenti di lava incandescente, lapilli e materiale vulcanico. Quando la frequenza e l’energia aumentano, le singole esplosioni possono avvicinarsi fino a formare una fontana di lava più continua.

Durante le prime ore del mattino, l’ampiezza del tremore vulcanico è salita nella fascia dei valori alti. Il fenomeno si è poi intensificato ulteriormente: dalle 9:00 circa l’emissione di cenere è aumentata in modo evidente e l’attività della Voragine è passata da esplosioni molto sostenute a una vera fontana di lava.

La nube vulcanica ha raggiunto una quota stimata di circa 7 chilometri sul livello del mare, quindi approssimativamente 3,5-4 chilometri sopra la zona sommitale dell’Etna. Spinta dai venti, si è propagata verso il settore occidentale. L’altezza indicata nei comunicati non deve essere confusa con lo spessore della nube sopra il cratere: il dato viene misurato rispetto al livello del mare.

Aerial view of Mount Etna erupting with a thick ash plume and volcanic smoke over the rocky landscape.
Aerial view of Mount Etna erupting with a thick ash plume and volcanic smoke over the rocky landscape.

IL PICCOLO FLUSSO PIROCLASTICO VERSO LA VALLE DEL BOVE

Alle 9:59 ora italiana, l’analisi delle telecamere dell’Osservatorio Etneo ha permesso di individuare un piccolo flusso piroclastico originato dal cratere Voragine. Il materiale si è diretto verso la parte alta e desertica della Valle del Bove, la grande depressione che si apre sul versante orientale dell’Etna.

Un flusso piroclastico non è una normale colata di lava. È una corrente formata da gas caldi, cenere e frammenti vulcanici che può muoversi rapidamente seguendo la pendenza del terreno. L’INGV ha definito “piccolo” quello osservato il 30 luglio e ha indicato chiaramente la sua direzione verso la Valle del Bove.

È importante mantenere le proporzioni reali dell’evento. Le immagini di una nube scura lungo il fianco del vulcano possono sembrare drammatiche, ma non descrivono automaticamente un fenomeno diretto verso i centri abitati. La Valle del Bove è una vasta area naturale priva di insediamenti permanenti e spesso accoglie colate e materiali provenienti dall’attività sommitale.

La presenza del flusso resta comunque un elemento scientificamente importante, perché dimostra che durante la fase più intensa non si sono verificati soltanto fontanamento e dispersione di cenere. Il sistema eruttivo ha prodotto anche una corrente di materiale caldo capace di scendere dal cratere lungo la morfologia del versante.

TREMORE, DEFORMAZIONI E VONA ROSSO: COSA DICONO I DATI

Il tremore vulcanico è una vibrazione continua legata al movimento di magma, gas e fluidi all’interno dell’edificio vulcanico. Non deve essere confuso con un singolo terremoto. Nelle prime ore del 30 luglio, il suo valore è aumentato improvvisamente e la sorgente è stata localizzata inizialmente in un’area poco a ovest dei crateri Voragine e Bocca Nuova, per poi concentrarsi sotto la Voragine a una quota di circa 3.000 metri sul livello del mare.

Dopo le 10:00 ora italiana, l’ampiezza del tremore ha iniziato a diminuire rapidamente, pur rimanendo nella fascia dei valori alti. Gli strumenti hanno rilevato anche segnali legati alla decompressione del sistema: il dilatometro DRUV ha misurato una variazione complessiva di circa 60 nanostrain, mentre la stazione clinometrica sommitale di Cratere del Piano ha registrato una variazione di circa un microradiante.

Per l’aviazione, l’INGV ha emesso alle 5:33 italiane un VONA con codice rosso, il livello più elevato della scala aeronautica. Il documento segnalava forte attività stromboliana, una nube a circa 7 chilometri di quota e uno spostamento della cenere verso nord-ovest.

Il codice VONA non deve essere confuso con il livello di allerta nazionale della Protezione Civile. Il primo riguarda specificamente la presenza di attività e cenere potenzialmente rilevanti per gli aeromobili; il secondo descrive lo stato generale del vulcano e l’eventuale evoluzione verso scenari di rilevanza nazionale. Alla data del 30 luglio, la Protezione Civile indicava per l’Etna il livello giallo. Un VONA rosso, inoltre, non determina da solo la chiusura automatica dell’aeroporto di Catania: le decisioni operative dipendono dall’effettiva posizione della nube, dalle condizioni del vento e dalle valutazioni delle autorità aeronautiche.

CENERE SU BRONTE E SITUAZIONE ATTUALE

La direzione occidentale assunta dalla nube ha provocato una ricaduta di cenere su Bronte, comune situato sul fianco nord-occidentale dell’Etna. La segnalazione è arrivata direttamente dal personale dell’INGV presente sul territorio. Quantità, distribuzione e durata della ricaduta possono cambiare rapidamente in base all’intensità dell’emissione e alla direzione dei venti in quota.

A partire dalle 10:30 circa, l’attività stromboliana ha mostrato una progressiva diminuzione. Nell’ultimo comunicato ufficiale disponibile, pubblicato alle 12:20 ora italiana, l’INGV la descriveva come molto modesta. Restava però intensa l’emissione di cenere, mentre il tremore vulcanico, pur in calo, continuava a mantenersi su valori alti.

Questo significa che la fase più energica della mattinata era diminuita, ma che l’episodio non poteva ancora essere considerato completamente terminato sulla base di quell’aggiornamento. L’evoluzione dell’Etna può cambiare in tempi brevi e i dati devono essere interpretati attraverso i successivi comunicati dell’Osservatorio Etneo.

Per i residenti e per chi si trova nei comuni interessati dalla cenere è essenziale seguire le indicazioni delle autorità locali. Chi deve viaggiare dall’aeroporto di Catania deve invece controllare direttamente lo stato del proprio volo sui canali dello scalo e della compagnia, perché limitazioni, ritardi o cambiamenti operativi possono essere introdotti anche rapidamente.

L’eruzione Etna 30 luglio 2026 ha mostrato ancora una volta la complessità del vulcano siciliano. In meno di sette ore, una debole attività stromboliana iniziata nel cuore della notte si è trasformata in fontana di lava, nube di cenere a 7 chilometri di quota e piccolo flusso piroclastico. La fase più intensa è poi diminuita, lasciando però una forte emissione di cenere e un sistema vulcanico ancora sotto stretta sorveglianza.

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FONTI

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo — “Comunicato Etna”, 30 luglio 2026, ore 05:24 italiane

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo — “Comunicato Etna – aggiornamento n. 1”, 30 luglio 2026, ore 12:20 italiane

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo — “Volcano Observatory Notice for Aviation, Notice 2026/0067/06E00”, 30 luglio 2026

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo — “Bollettino settimanale Etna del 28/07/2026, Rep. N. 31/2026”, 28 luglio 2026

Dipartimento della Protezione Civile — “Etna: stato di attività e livello di allerta”, consultato il 30 luglio 2026

GeoPop — “Nuova eruzione dell’Etna: riprende l’attività stromboliana con emissioni di cenere dal Cratere Voragine”, 30 luglio 2026

Mount Etna volcano erupting with a large plume of smoke and ash against a clear blue sky.
Mount Etna volcano erupting with a large plume of smoke and ash against a clear blue sky.