IL VATICANO PREPARA UN IMPIANTO AGRIVOLTAICO STIMATO IN 100 MILIONI

Secondo le stime, l’impianto agrivoltaico del Vaticano potrebbe costare 100 milioni di euro e raggiungere 90 megawatt, unendo energia solare e coltivazioni su 200 ettari alle porte di Roma.

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8/22/20266 min leggere

Nella periferia nord-occidentale di Roma, tra campi agricoli e antenne di Radio Vaticana, la Santa Sede prepara un progetto energetico enorme rispetto alle dimensioni del suo territorio. L’impianto agrivoltaico sorgerà nella zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria, all’interno di una proprietà vaticana estesa per circa 450 ettari.

Le dimensioni definitive non sono ancora state comunicate ufficialmente. Secondo le stime raccolte il 22 agosto 2026 da Reuters, tuttavia, il progetto potrebbe costare circa 100 milioni di euro, raggiungere una potenza compresa tra 80 e 90 megawatt e interessare circa 200 ettari. Se questi valori saranno confermati, diventerebbe uno degli impianti agrivoltaici più grandi d’Italia, con l’obiettivo di rendere energeticamente autosufficiente lo Stato più piccolo del mondo.

Rows of solar panels at a large-scale photovoltaic farm in a rural landscape with communication towers.
Rows of solar panels at a large-scale photovoltaic farm in a rural landscape with communication towers.

DAL FOTOVOLTAICO DI BENEDETTO XVI AL PROGETTO DI PAPA FRANCESCO

L’attuale progetto non rappresenta il primo investimento vaticano nell’energia solare. Nel 2008, durante il pontificato di Benedetto XVI, 2.400 pannelli fotovoltaici furono installati sul tetto dell’Aula Paolo VI, conosciuta anche come Sala Nervi. Quell’intervento aveva però dimensioni molto inferiori rispetto a quanto previsto a Santa Maria di Galeria.

La nuova iniziativa prese forma durante il pontificato di Papa Francesco, che aveva posto la tutela ambientale al centro dell’enciclica Laudato si’ e dell’esortazione apostolica Laudate Deum. Con il *motu proprio* Fratello Sole, datato 21 giugno 2024 e pubblicato cinque giorni dopo, il pontefice affidò al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e all’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica l’incarico di realizzare l’impianto.

Il documento indicava già due obiettivi precisi: alimentare la stazione trasmittente di Radio Vaticana presente nella tenuta e garantire il completo sostentamento energetico della Città del Vaticano. Francesco nominò inoltre i responsabili dei due organismi come commissari straordinari, attribuendo loro i poteri necessari per avviare il progetto.

Rows of ground-mounted solar panels in a large field providing renewable energy near communication towers.
Rows of ground-mounted solar panels in a large field providing renewable energy near communication towers.

L’ACCORDO TRA ITALIA E SANTA SEDE APRE LA STRADA AI LAVORI

La posizione particolare di Santa Maria di Galeria rendeva indispensabile un’intesa con l’Italia. La tenuta si trova infatti nel territorio italiano, ma appartiene alla Santa Sede e gode di uno speciale regime di extraterritorialità collegato agli impianti di Radio Vaticana presenti nell’area dagli anni Cinquanta.

Il 31 luglio 2025, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher e l’ambasciatore italiano Francesco Di Nitto firmarono un accordo bilaterale per disciplinare la costruzione dell’impianto, la connessione alla rete nazionale e gli scambi di elettricità. L’intesa venne ratificata dall’Italia con la Legge 1 aprile 2026, n. 52 ed entrò formalmente in vigore il 27 maggio successivo.

L’accordo stabilisce che l’impianto non potrà accedere agli incentivi italiani normalmente destinati alle installazioni fotovoltaiche. La sua attuazione, inoltre, non dovrà produrre nuovi costi per le finanze pubbliche italiane. Il progetto dovrà preservare l’utilizzo agricolo del terreno, l’equilibrio idrogeologico e il patrimonio ambientale, culturale, archeologico e paesaggistico della zona.

All’inizio di agosto 2026 si è insediata anche la commissione paritetica Italia-Santa Sede incaricata di risolvere le questioni operative, definire la contabilizzazione degli scambi energetici e coordinare l’eventuale cessione dell’elettricità eccedente.

CENTO MILIONI E FINO A 90 MEGAWATT: I NUMERI STIMATI

I dati più rilevanti sono emersi il 22 agosto 2026 attraverso fonti coinvolte nelle discussioni sul progetto. L’investimento potrebbe raggiungere circa 100 milioni di euro, mentre la potenza prevista sarebbe compresa tra 80 e 90 megawatt. Si tratta della potenza massima dell’impianto, non della quantità complessiva di energia prodotta in un anno.

I pannelli solari con sistemi di inseguimento potrebbero occupare circa 200 ettari, quasi la metà dell’intera proprietà di Santa Maria di Galeria. Per avere un riferimento, la superficie interessata sarebbe più di quattro volte quella dello Stato della Città del Vaticano, che si estende per circa 44 ettari.

Le fonti consultate da Reuters indicano un possibile periodo di realizzazione compreso tra 18 e 24 mesi, includendo autorizzazioni e procedure amministrative. I contratti per i lavori dovrebbero essere messi a gara, ma al 22 agosto non risultano ancora pubblicati un progetto esecutivo completo, il numero definitivo dei pannelli o un calendario vincolante per l’entrata in funzione.

Per questo i valori economici, la capacità e la superficie occupata devono essere considerati stime progettuali, non caratteristiche definitive già approvate. Rimane comunque evidente la scala dell’iniziativa, molto superiore alle precedenti installazioni solari realizzate all’interno del Vaticano.

COME FUNZIONERÀ L’AGRIVOLTAICO SUI TERRENI VATICANI

Un impianto agrivoltaico permette di produrre energia solare senza eliminare necessariamente l’attività agricola. I pannelli vengono collocati su strutture sopraelevate, lasciando sotto di essi spazio sufficiente per coltivazioni, pascoli o mezzi agricoli. I moduli con inseguimento possono inoltre modificare l’inclinazione durante il giorno per seguire il movimento del sole.

L’ombra generata dalle strutture può ridurre l’evaporazione dell’acqua e proteggere alcune colture dal caldo e dagli eventi meteorologici più intensi. I risultati, tuttavia, dipendono dalla progettazione e dalle specie coltivate. Non sono ancora stati resi pubblici dettagli definitivi sulle colture, sull’irrigazione, sulla distanza tra le file di pannelli o sugli eventuali sistemi di accumulo.

Il 1° giugno 2026, Papa Leone XIV ha istituito la Fondazione Fratello Sole, incaricata di provvedere alla costruzione e alla gestione tecnica, finanziaria e amministrativa dell’impianto. Il 10 giugno il Governatorato, l’APSA, la Fondazione e ACEA hanno firmato un protocollo d’intesa per definire, strutturare e attuare progressivamente il progetto.

L’accordo con ACEA avvia quindi un percorso di collaborazione tecnica, ma non equivale ancora alla pubblicazione del progetto esecutivo. Dovranno essere integrate componenti energetiche, agricole, idriche e ambientali, rispettando le caratteristiche della tenuta e le infrastrutture di trasmissione già presenti.

L’OBIETTIVO È L’AUTOSUFFICIENZA, MA L’IMPIANTO NON È ANCORA COSTRUITO

L’energia prodotta dovrebbe alimentare innanzitutto Radio Vaticana e lo Stato della Città del Vaticano. Secondo le fonti citate da Reuters, potrebbe essere destinata anche a immobili e istituzioni collegate alla Santa Sede, compreso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

L’eventuale elettricità eccedente verrebbe immessa nella rete italiana. L’accordo bilaterale prevede che la commissione paritetica stabilisca le modalità di contabilizzazione, le possibili compensazioni economiche e gli eventuali utilizzi sociali dell’energia in eccesso, anche a beneficio delle comunità vicine all’impianto.

Al 22 agosto 2026, quindi, il Vaticano ha completato il principale quadro giuridico e organizzativo, ma la centrale non è ancora operativa e i lavori devono attraversare le fasi di progettazione, autorizzazione e gara. Il traguardo dell’autosufficienza energetica resta una previsione legata alla realizzazione effettiva dell’impianto.

Se le stime verranno confermate, il più piccolo Stato del mondo potrebbe produrre abbastanza elettricità rinnovabile da coprire il proprio fabbisogno e rendere disponibile all’Italia una parte dell’energia generata. Sarebbe il passaggio più concreto dall’impegno ambientale avviato da Papa Francesco alla strategia energetica portata avanti da Papa Leone XIV.

FONTI

[Sala Stampa della Santa Sede — Lettera apostolica in forma di motu proprio “Fratello Sole”, 26 giugno 2024](https://press.vatican.va/content/salastampa/it/bollettino/pubblico/2024/06/26/0529/01095.html)

[Gazzetta Ufficiale — Legge 1 aprile 2026, n. 52 sull’impianto agrivoltaico di Santa Maria di Galeria, 23 aprile 2026](https://www.gazzettaufficiale.it/do/atto/vediLavoriPreparatori?atto.codiceRedazionale=26G00076&atto.dataPubblicazioneGazzetta=2026-04-23)

[Vatican News — Accordo tra Governatorato, APSA, Fondazione Fratello Sole e ACEA, 15 giugno 2026](https://www.vaticannews.va/it/vaticano/news/2026-06/governatorato-apsa-acea-impianto-agrivoltaico-maria-galeria.html)

[Presidenza del Consiglio dei Ministri — Insediamento della commissione paritetica Italia-Santa Sede, 4 agosto 2026](https://www.governo.it/it/articolo/impianto-agrivoltaico-previsto-santa-maria-di-galeria-insediamento-della-commissione)

[Reuters — “Let there be sunlight: Vatican plans solar and agriculture plant to cover its electricity needs”, 22 agosto 2026](https://www.reuters.com/business/energy/vatican-build-100-million-renewable-energy-plant-sources-say-2026-08-22/)

Rows of solar panels installed over a green crop field in an agrivoltaics farm under a clear blue sky.
Rows of solar panels installed over a green crop field in an agrivoltaics farm under a clear blue sky.