YUBARI KING: I DUE MELONI GIAPPONESI VENDUTI PER 5,8 MILIONI DI YEN

Nel 2026 due meloni Yubari King sono stati venduti per 5,8 milioni di yen: scopri perché il prezzo record dell’asta è molto diverso dal loro vero costo commerciale.

GASTRONOMIA

5/5/20265 min read

Il 22 maggio 2026, al mercato centrale all’ingrosso di Sapporo, una coppia di meloni arrivata dalla piccola città di Yubari è stata venduta per 5,8 milioni di yen. L’offerta ha superato il precedente primato del 2019, quando due esemplari avevano raggiunto cinque milioni di yen, trasformando l’apertura della stagione in un evento seguito dai media giapponesi.

Dividendo la cifra, ogni frutto sarebbe costato 2,9 milioni di yen. Sarebbe però sbagliato immaginare che tutti i meloni Yubari abbiano prezzi simili. Il record nasce da una prima asta celebrativa, dove il compratore non paga soltanto la frutta: acquista visibilità, prestigio e il valore simbolico di inaugurare la raccolta.

Premium Japanese Crown melons displayed in luxury gift boxes and sliced on a marble counter.
Premium Japanese Crown melons displayed in luxury gift boxes and sliced on a marble counter.
Luxury Japanese crown melons in gift boxes at a wholesale fruit market auction.
Luxury Japanese crown melons in gift boxes at a wholesale fruit market auction.

IL RECORD STABILITO IN TREDICI SECONDI

La prima asta del 2026 iniziò alle sette del mattino. Sul mercato furono presentati 912 meloni e la coppia più ambita, classificata come “Shū”, venne aggiudicata in circa tredici secondi. A effettuare l’offerta fu Futami Seika, società ortofrutticola di Kushiro; i due frutti furono poi destinati a un punto vendita Keio Store nell’area di Tokyo, dove vennero esposti al pubblico.

Nelle aste giapponesi di inizio stagione può comparire un prezzo celebrativo: una somma volutamente superiore al normale valore commerciale, pagata per augurare fortuna ai produttori e ottenere pubblicità. Per questo i 5,8 milioni di yen non possono essere utilizzati come riferimento quotidiano.

Nel negozio ufficiale della cooperativa agricola di Yubari, nel 2026, un singolo melone da circa due chilogrammi veniva proposto per alcune migliaia di yen. Gli esemplari di classe superiore costavano di più, ma rimanevano lontanissimi dal record.

Japanese farmer inspecting organic cantaloupe melons growing in a vertical greenhouse.
Japanese farmer inspecting organic cantaloupe melons growing in a vertical greenhouse.

YUBARI KING E YUBARI MELON NON SONO LA STESSA COSA

Yubari King è il nome della varietà. Yubari Melon è invece la denominazione geografica riservata ai frutti coltivati nella città di Yubari, nell’Hokkaido, e controllati dalla cooperativa locale.

La varietà nacque dall’incrocio tra Spicy Cantaloupe ed Earl’s Favourite. Nel 1960, diciassette agricoltori formarono un’associazione per condividere semi, tecniche e criteri di selezione. Il nuovo ibrido ricevette il nome Yubari King nel 1961.

Dal 22 dicembre 2015, Yubari Melon è protetto dal sistema giapponese delle indicazioni geografiche. La registrazione lega il nome al territorio e impedisce che un frutto coltivato altrove venga venduto come autentico Yubari Melon soltanto perché deriva da una varietà simile.

A whole ripe cantaloupe melon with fresh orange slices on a dark rustic surface.
A whole ripe cantaloupe melon with fresh orange slices on a dark rustic surface.

IL CLIMA CHE RENDE LA POLPA COSÌ MORBIDA

Yubari è circondata da montagne e possiede terreni vulcanici che drenano rapidamente l’acqua. Le differenze di temperatura tra giorno e notte, insieme alle precipitazioni contenute, favoriscono lo sviluppo degli zuccheri e del profumo.

Il frutto certificato deve avere polpa arancione, consistenza morbida, poca fibra e almeno dieci gradi Brix. La cooperativa suddivide i meloni in quattro classi: Ryō, Yū, Shū e Tokushū. Le soglie di dolcezza salgono dal 10% della categoria Ryō al 13% della Tokushū, la più pregiata.

Ogni frutto viene controllato per forma, peso, maturazione, buccia e uniformità del reticolo esterno. Soltanto dopo l’ispezione riceve l’etichetta collettiva e viene inserito nelle confezioni ufficiali.

Smiling Japanese man in a navy kimono gifting a box of premium muskmelons to a businessman at a traditional home.
Smiling Japanese man in a navy kimono gifting a box of premium muskmelons to a businessman at a traditional home.

COME NASCE IL FAMOSO RETICOLO

La superficie dello Yubari King sembra coperta da un ricamo. Quelle linee non vengono disegnate dai produttori. Durante la crescita, l’interno si espande più velocemente della buccia, provocando sottili fratture. Il frutto reagisce formando tessuto cicatriziale, che crea il caratteristico reticolo chiaro.

Gli agricoltori controllano irrigazione, temperatura, ventilazione, impollinazione e numero di frutti lasciati sulla pianta. Le fonti ufficiali non confermano però alcune storie virali, come il presunto massaggio quotidiano di ogni melone con guanti bianchi. Neppure è vero che ogni pianta produca obbligatoriamente un solo frutto.

Slices of fresh ripe cantaloupe melon served on a glass plate for a healthy fruit dessert.
Slices of fresh ripe cantaloupe melon served on a glass plate for a healthy fruit dessert.

FONTI

Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca del Giappone

Comune di Yubari

JA Yubari — Cooperativa agricola di Yubari

Negozio ufficiale JA Yubari

UHB — Hokkaido Cultural Broadcasting

UNA COLTIVAZIONE CHE INIZIA SOTTO LA NEVE

Per le produzioni più precoci, la semina può iniziare a gennaio, quando l’Hokkaido è ancora coperto dalla neve. Seguono germinazione, innesto, trapianto, potatura e impollinazione, spesso affidata alle api. In alcune serre, tubi di acqua calda nel terreno proteggono le giovani piante dal freddo.

Dalla semina al primo raccolto trascorrono circa tre mesi e mezzo. Le prime spedizioni arrivano a maggio, il periodo di maggiore produzione si concentra tra la fine di giugno e l’inizio di agosto e la stagione può continuare fino a settembre.

Il melone appena raccolto non dovrebbe essere messo subito in frigorifero. Va lasciato a temperatura ambiente per due o tre giorni, finché la buccia diventa più gialla, il profumo si intensifica e la base cede leggermente alla pressione. Solo allora viene raffreddato e consumato.

DA CITTÀ DEL CARBONE A CITTÀ DEL MELONE

Yubari fu per decenni una grande città mineraria. Nel momento di massimo sviluppo contava numerose miniere e una popolazione vicina a 120.000 abitanti. La progressiva chiusura dei siti carboniferi provocò una drastica riduzione demografica ed economica.

Il melone non nacque come risposta finale alla crisi mineraria, perché i primi esperimenti risalgono agli anni Venti e la varietà moderna fu sviluppata all’inizio degli anni Sessanta. Con il declino del carbone, tuttavia, diventò uno dei simboli più importanti della nuova identità cittadina.

Per il 2026 la cooperativa prevedeva di commercializzare circa 3.086 tonnellate, con vendite superiori a 2,1 miliardi di yen. Non si tratta quindi di una rarità prodotta in poche unità: l’eccezionalità riguarda soprattutto le classi più alte e le coppie scelte per le aste inaugurali.

UN FRUTTO DI LUSSO, MA NON SEMPRE MILIONARIO

In Giappone la frutta perfetta viene spesso regalata nelle occasioni formali. Forma simmetrica, confezione elegante, provenienza certificata e assenza di difetti possono trasformare un melone in un dono prestigioso. Lo Yubari è uno dei simboli più riconoscibili di questa cultura.

Definirlo genericamente “il frutto più costoso del mondo” sarebbe però impreciso. Il record del 2026 riguarda la coppia più cara mai venduta nella storia delle aste Yubari, non il normale prezzo dei meloni né un primato universale per qualsiasi frutto.

La sua vera storia è forse ancora più interessante: un ibrido creato da diciassette agricoltori in una città montana è diventato un marchio protetto, un pilastro economico locale e il protagonista di aste nelle quali due meloni possono valere quanto un’automobile di lusso.

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