LA PIZZA DA 2.700 DOLLARI: ORO, CAVIALE E UN RECORD CHE SEMBRA INVENTATO
A New York una pizza da 2.700 dollari unisce oro a 24 carati, caviale, foie gras e tartufo: il record Guinness e la rivale italiana da 8.300 euro, in una sfida gastronomica fuori dal comune.
GASTRONOMIA
A New York c’è una pizza che costa più di molte automobili usate. Viene preparata soltanto su prenotazione, richiede ingredienti provenienti da diversi Paesi e arriva al tavolo ricoperta di caviale, tartufo, foie gras e foglie d’oro a 24 carati. Il prezzo ufficiale è di 2.700 dollari, una cifra che l’ha trasformata in un simbolo mondiale della gastronomia di lusso.
Si chiama 24K Gold Pizza ed è servita dall’Industry Kitchen, ristorante affacciato sull’East River, nel South Street Seaport di Manhattan. Il Guinness World Records la riconosce come la pizza commercialmente disponibile più costosa. La precisazione è fondamentale: non è necessariamente la preparazione più cara mai realizzata, ma quella acquistabile in un ristorante a un prezzo prestabilito e documentato.




COME NACQUE LA PIZZA RICOPERTA D’ORO
La creazione fu presentata alla fine del 2016 dall’allora executive chef Braulio Bunay. L’Industry Kitchen si trova vicino al Financial District, una zona frequentata da uomini d’affari, turisti internazionali e clienti abituati a esperienze esclusive. L’idea fu quindi quella di prendere uno dei cibi più popolari del mondo e trasformarlo in qualcosa di volutamente esagerato.
La prima versione venne proposta a 2.000 dollari. Considerando gli otto spicchi, ogni fetta aveva un valore teorico di 250 dollari. Successivamente, con l’inserimento del raro caviale Almas, il prezzo salì a 2.700 dollari. Il 24 aprile 2017 il Guinness registrò ufficialmente il primato dell’Industry Kitchen.
L’aspetto contribuì immediatamente alla fama del piatto. La base scura, gli ingredienti lucidi e la superficie dorata creavano un’immagine perfetta per fotografie, televisioni e social network. La pizza non era più soltanto qualcosa da mangiare: diventava un oggetto da mostrare.


GLI INGREDIENTI CHE FANNO SALIRE IL PREZZO
L’impasto è colorato con inchiostro di calamaro, che gli conferisce una tonalità quasi nera. Sopra vengono aggiunti White Stilton britannico, foie gras e tartufi francesi, caviale Ossetra legato alla regione del Mar Caspio, caviale Almas e foglie d’oro alimentare a 24 carati.
L’oro commestibile non possiede un sapore capace di trasformare la ricetta. Il suo ruolo è soprattutto visivo: comunica immediatamente ricchezza e rende il piatto riconoscibile. Il valore gastronomico deriva principalmente dal caviale, dal tartufo, dal formaggio e dal foie gras, mentre la copertura dorata completa la scenografia.
Il ristorante richiede almeno 48 ore di preavviso. Questo permette di procurare e organizzare ingredienti costosi e facilmente deperibili, evitando di mantenerli disponibili ogni giorno senza la certezza di una vendita. Nel menu attuale, la 24K Gold Pizza continua a comparire al prezzo di 2.700 dollari, mentre le pizze normali dello stesso locale costano poche decine di dollari.


COSA SIGNIFICA DAVVERO IL RECORD GUINNESS
La formula utilizzata dal Guinness è “pizza commercialmente disponibile più costosa”. Per ottenere questo tipo di riconoscimento, il prodotto deve poter essere ordinato realmente e non può essere soltanto un pezzo unico creato per attirare l’attenzione durante un evento.
Questa distinzione evita di confondere categorie differenti. Il Guinness, per esempio, registra separatamente anche la pizza più costosa venduta tramite un’asta online. Si tratta della Pizza Royale 2007, realizzata da Domenico Crolla e aggiudicata per beneficenza nel Regno Unito per 2.150 sterline. Conteneva aragosta marinata nel cognac, caviale Beluga aromatizzato allo champagne, filetto, salmone, tartufo bianco e oro alimentare.
Nel caso dell’Industry Kitchen, invece, il prezzo non dipende da un’asta irripetibile. È il valore indicato nel menu per chiunque decida di ordinarla rispettando il preavviso richiesto.


LA RIVALE ITALIANA DA 8.300 EURO
La storia diventa ancora più interessante quando entra in scena la Louis XIII, pizza ideata dal maestro pizzaiolo italiano Renato Viola. Sul suo sito ufficiale viene presentata con un costo totale di 8.300 euro per il servizio in Italia, quindi una cifra superiore a quella della pizza newyorkese.
La Louis XIII ha un diametro di appena 20 centimetri ed è pensata per due persone. Tuttavia, il prezzo non riguarda soltanto il prodotto finale. La preparazione viene completata direttamente nella casa del cliente da una squadra composta dal pizzaiolo, da uno chef e da un sommelier. L’impasto viene avviato 72 ore prima e il servizio comprende stoviglie esclusive e bevande di altissimo livello.
Gli ingredienti dichiarati includono tre varietà di caviale, gamberoni rossi di Acciaroli, aragosta, cicala di mare mediterranea, mozzarella di bufala biologica DOP e sale rosa del Murray River australiano. Sono inoltre associati al servizio cognac Louis XIII e champagne Krug Clos du Mesnil 1995.
Nonostante il prezzo maggiore, questa pizza non compare nella stessa categoria Guinness detenuta dall’Industry Kitchen. La ragione potrebbe essere legata alla diversa struttura dell’offerta: la Louis XIII è un’esperienza privata completa, mentre la 24K Gold Pizza è un elemento ordinabile dal menu di un ristorante. Senza una spiegazione ufficiale del Guinness, però, questa rimane un’interpretazione prudente e non un fatto confermato.


PERCHÉ QUALCUNO DOVREBBE PAGARLA
Il costo degli ingredienti rappresenta soltanto una parte del prezzo. Chi ordina la 24K Gold Pizza paga anche il prestigio del record, la preparazione dedicata, la posizione del locale e la possibilità di vivere un’esperienza costruita per essere raccontata.
L’Industry Kitchen occupa uno spazio di circa 5.000 piedi quadrati sul lungofiume e può accogliere fino a 300 persone tra aree interne ed esterne. Dalle sue finestre si osservano Brooklyn, l’East River e alcuni dei ponti più famosi della città. In un ambiente del genere, la pizza dorata funziona come una spettacolare campagna pubblicitaria permanente.
La sua vera forza è narrativa. Una pizza tradizionale viene trasformata in un simbolo di esclusività attraverso ingredienti rari, un prezzo enorme e una presentazione impossibile da ignorare. Il cliente non acquista soltanto otto fette: acquista la storia di avere assaggiato un record mondiale.
Dopo quasi dieci anni, il piatto è ancora presente nel menu. Questo significa che la sua fama non dipende soltanto dalla novità iniziale. La 24K Gold Pizza continua a incuriosire perché unisce due mondi opposti: quello di un alimento popolare e quello del lusso più ostentato.
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FONTI
Guinness World Records
Industry Kitchen
The Seaport New York


