TERREMOTO AI CAMPI FLEGREI È IL PIÙ FORTE DEGLI ULTIMI 40 ANNI

Il terremoto ai Campi Flegrei di magnitudo 4.7 ha provocato feriti lievi, danni, blackout e disagi nei trasporti tra Pozzuoli e Napoli. Ecco cosa sappiamo finora.

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8/1/20265 min read

Una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito i Campi Flegrei alle 19:46 del 31 luglio 2026. Il terremoto, localizzato dall’Osservatorio Vesuviano dell’INGV a circa tre chilometri di profondità tra Pozzuoli e Quarto, è stato avvertito distintamente nell’intera area flegrea, nei quartieri di Napoli, sulle isole del Golfo e in parte della penisola sorrentina.

Il terremoto ai Campi Flegrei ha provocato momenti di forte paura, feriti lievi, distacchi da alcuni edifici, blackout e interruzioni temporanee dei trasporti. Molti residenti hanno lasciato le proprie abitazioni e sono scesi in strada, mentre le autorità avviavano i controlli sulle strutture e sulle infrastrutture.

La magnitudo registrata rappresenta il valore più alto osservato durante la recente crisi bradisismica. Il dato rende l’evento particolarmente significativo, ma non permette, da solo, di prevedere l’evoluzione del sistema vulcanico.

Digital illustration of an earthquake epicenter sending seismic waves through soil layers toward a coastal city.
Digital illustration of an earthquake epicenter sending seismic waves through soil layers toward a coastal city.
Aerial view of a coastal city at night with a cross-section showing earthquake seismic waves underground.
Aerial view of a coastal city at night with a cross-section showing earthquake seismic waves underground.

LA SCOSSA DELLE 19:46 TRA POZZUOLI E QUARTO

Secondo i dati dell’INGV, l’ipocentro è stato individuato a circa cinque chilometri da Pozzuoli e Quarto, sei chilometri da Bacoli e nove da Napoli. La profondità ridotta ha contribuito alla forte percezione del movimento nei centri abitati vicini all’epicentro.

Le prime elaborazioni hanno indicato effetti locali fino al settimo grado della scala Mercalli-Cancani-Sieberg. Il terremoto ha inoltre segnato l’inizio di uno sciame sismico: nel primo comunicato ufficiale, diffuso poco dopo le 20, l’Osservatorio Vesuviano riferiva di almeno dieci eventi con magnitudo compresa tra zero e 4.7.

La scossa supera quelle di magnitudo 4.4 registrate nel maggio 2024 e i terremoti di magnitudo 4.6 osservati nel 2025. Sulla base dei dati strumentali disponibili, si tratta quindi dell’evento più forte della recente crisi flegrea.

A cross-section view of a damaged apartment building revealing interior rooms and an elevator shaft.
A cross-section view of a damaged apartment building revealing interior rooms and an elevator shaft.

FERITI LIEVI, DISTACCHI E BLACKOUT

Il bilancio provvisorio diffuso durante la serata ha indicato otto persone ferite in modo lieve. Non sono state segnalate vittime. A Pozzuoli, Bagnoli e nelle zone più vicine all’epicentro sono stati rilevati distacchi di intonaci e cornicioni, danni alle facciate e problemi limitati all’interno di alcuni immobili.

Le prime informazioni sui cedimenti non sono risultate sempre coincidenti. Alcune segnalazioni parlavano di porzioni di facciata danneggiate, mentre i Vigili del Fuoco riferivano soprattutto di piccoli distacchi, ascensori bloccati e interruzioni dell’energia elettrica. Il quadro definitivo potrà essere stabilito soltanto attraverso i sopralluoghi tecnici.

Per consentire le verifiche sulle infrastrutture, la circolazione ferroviaria nel nodo di Napoli è stata temporaneamente sospesa. Disagi sono stati registrati anche nel trasporto pubblico locale e nelle aree interessate dai blackout.

Construction engineers in safety gear inspecting structural wall cracks at a railway site during sunset.
Construction engineers in safety gear inspecting structural wall cracks at a railway site during sunset.

UNITÀ DI CRISI E CONTROLLI SUL TERRITORIO

Subito dopo la scossa, il Dipartimento della Protezione Civile ha convocato l’Unità di Crisi, mantenendo i contatti con la Prefettura di Napoli, la Regione Campania, i Comuni coinvolti e le strutture operative impegnate sul territorio.

A Pozzuoli è stato attivato il Centro operativo comunale e sono state predisposte le aree di attesa previste dal piano di emergenza. Le autorità hanno invitato la popolazione a evitare gli edifici visibilmente danneggiati, rispettare le zone transennate e seguire esclusivamente le comunicazioni istituzionali.

Le verifiche hanno riguardato abitazioni, luoghi di culto, edifici pubblici, reti elettriche e infrastrutture ferroviarie. Anche in assenza di crolli evidenti, i tecnici devono controllare eventuali lesioni, deformazioni e distacchi di elementi non strutturali, soprattutto negli immobili più vulnerabili.

PERCHÉ IL TERREMOTO È STATO AVVERTITO COSÌ FORTE

I Campi Flegrei formano una vasta caldera vulcanica attiva, interessata dal bradisismo: un fenomeno caratterizzato da fasi di sollevamento e abbassamento del terreno. Nei periodi di maggiore deformazione, la pressione nel sottosuolo può provocare la fratturazione delle rocce e generare terremoti generalmente molto superficiali.

La scossa del 31 luglio è stata percepita con particolare intensità proprio per la combinazione tra magnitudo 4.7, profondità di circa tre chilometri e vicinanza a un’area densamente abitata.

Nel bollettino pubblicato il 28 luglio, relativo alla settimana precedente, l’Osservatorio Vesuviano aveva registrato 49 terremoti e una velocità media di sollevamento del suolo stimata in circa dieci millimetri al mese. Alla stazione del Rione Terra, il sollevamento accumulato dall’inizio del 2025 aveva raggiunto circa 29,5 centimetri.

Il documento non indicava elementi tali da suggerire cambiamenti significativi a breve termine. Questo, tuttavia, non significa che sia possibile prevedere una singola scossa: allo stato attuale delle conoscenze, non si possono stabilire in anticipo con precisione la data, il luogo e la magnitudo di un terremoto.

COSA SAPPIAMO E COSA RESTA DA VERIFICARE

Nelle ore successive all’evento, lo sciame sismico risultava ancora sotto osservazione e le squadre continuavano i sopralluoghi. Il numero complessivo delle scosse, degli edifici interessati e delle persone assistite potrebbe quindi essere aggiornato con il completamento delle verifiche.

Un terremoto più forte dei precedenti non dimostra automaticamente che un’eruzione sia imminente. Le valutazioni sullo stato dei Campi Flegrei dipendono dall’analisi congiunta della sismicità, delle deformazioni del terreno, delle emissioni di gas e delle temperature del sistema idrotermale.

Prima della scossa, il livello di allerta vulcanica era giallo. Gli studi indicavano la presenza di magma in profondità come possibile origine della crisi bradisismica, ma non mostravano evidenze di una sua risalita verso la superficie.

Il terremoto ai Campi Flegrei del 31 luglio rappresenta quindi un evento rilevante nella storia recente della caldera. Il suo significato scientifico potrà essere definito attraverso l’analisi dei nuovi dati, mentre per la popolazione resta fondamentale seguire le indicazioni delle autorità ed evitare la diffusione di informazioni non verificate.

FONTI

Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia — “Evento sismico, Md 4.7, ai Campi Flegrei e comunicato di sciame”, 31 luglio 2026

INGV Osservatorio Nazionale Terremoti — “Terremoto Campi Flegrei, magnitudo Md 4.7, 31 luglio 2026 ore 19:46:43”, 31 luglio 2026

Dipartimento della Protezione Civile — “Terremoto di magnitudo 4.7 in area flegrea”, 31 luglio 2026

INGV Osservatorio Vesuviano — “Bollettino settimanale Campi Flegrei 20/07/2026–26/07/2026”, 28 luglio 2026

ANSA — “Torna la paura ai Campi Flegrei: scossa 4.7, crolli e otto feriti lievi”, 31 luglio 2026

Agenzia DIRE — “Forte scossa di terremoto a Napoli: magnitudo 4.7. In corso sciame sismico ai Campi Flegrei”, 31 luglio 2026

Scientists monitoring volcanic activity with seismic charts and sensors overlooking a coastal city.
Scientists monitoring volcanic activity with seismic charts and sensors overlooking a coastal city.