DUE TOMBE ETRUSCHE INTATTE IN DUE ANNI: LA NUOVA SCOPERTA VICINO A ROMA
Le tombe etrusche intatte scoperte a San Giuliano conserva 13 vasi e almeno due individui: il secondo sepolcro inviolato in due anni apre nuove domande sulla comunità etrusca.
CURIOSITÀ
Il 24 luglio 2026 la Baylor University ha annunciato il ritrovamento di una tomba etrusca intatta nella necropoli di San Giuliano, vicino a Barbarano Romano, nel Viterbese. Scavata nella roccia alla fine del VII secolo a.C., la camera si trovava all’interno di un tumulo sull’altopiano del Caiolo, nel Parco regionale Marturanum, circa 70 chilometri a nord-ovest di Roma.
L’eccezionalità non dipende soltanto dai reperti conservati. Il sepolcro era rimasto indisturbato e rappresenta la seconda tomba dello stesso periodo trovata intatta dal progetto archeologico in due campagne consecutive. In un territorio segnato da secoli di saccheggi, due contesti funerari non alterati consentono di osservare gesti e oggetti esattamente dove furono lasciati circa 2.600 anni fa.




DIECI ANNI DI RICERCHE NELLA NECROPOLI DI SAN GIULIANO
La scoperta non è avvenuta durante uno scavo improvvisato. Il San Giuliano Archaeological Research Project, conosciuto come SGARP, lavora nell’area dal 2016 attraverso una collaborazione internazionale coordinata dalla Baylor University e dalla Virgil Academy di Roma. Le attività si svolgono con il Comune di Barbarano Romano e sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio competente per Viterbo e l’Etruria meridionale.
Il gruppo ha documentato oltre 600 tombe scavate nel tufo attorno all’altopiano, dove probabilmente sorgeva l’abitato etrusco associato alla necropoli. Le prime ricognizioni a piedi furono seguite da prospezioni con georadar e misurazioni della conduttività del terreno. Queste indagini individuarono ciò che sembrava essere un’antica strada funeraria diretta verso il monumentale tumulo della Cuccumella.
Nel 2022 gli scavi confermarono l’esistenza della strada e portarono all’individuazione del primo di tre tumuli destinati a essere studiati nelle campagne successive. Nel 2024 emerse una camera già saccheggiata, chiamata Tomba dei Fermatrecce d’Oro per due spirali rivestite d’oro recuperate al suo interno. L’anno seguente arrivò il risultato inatteso: la Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti, completamente sigillata e ancora occupata da quattro individui accompagnati da oltre cento oggetti.


UNA MICROCAMERA HA CONFERMATO CHE IL SEPOLCRO ERA SIGILLATO
Nel 2026 gli archeologi si sono concentrati su un altro tumulo, situato poco a sud della Tomba dei Fermatrecce d’Oro. Prima di rimuovere la chiusura, hanno introdotto una piccola telecamera nell’ambiente sotterraneo. L’ispezione ha confermato che la camera non era stata violata e ha consentito ai conservatori di prepararsi alla presenza di materiali delicati prima dell’apertura completa.
Ogni fase è stata registrata con una stazione totale per le misurazioni, scansioni tridimensionali e un’accurata documentazione della posizione dei reperti. Sono stati raccolti campioni del terreno, mentre la setacciatura con acqua ha permesso di cercare resti organici, frammenti minuscoli ed elementi ambientali che sarebbero potuti sfuggire durante lo scavo manuale.
La camera funeraria era stata ricavata nella roccia del tumulo. Il soffitto riproduceva la forma interna di una capanna, mentre lungo il lato settentrionale era stato scolpito un unico letto destinato alle deposizioni. Gli studiosi considerano questa architettura una testimonianza di una fase di transizione: le tombe continuavano a richiamare le abitazioni dei vivi proprio mentre le costruzioni etrusche stavano passando dalle capanne a edifici rettangolari più complessi.


TREDICI VASI, RESTI UMANI E UN FRAMMENTO DI TESSUTO
All’interno sono stati trovati 13 recipienti di ceramica. Il corredo comprendeva contenitori per conservare alimenti, vasi collegati al consumo del vino da parte delle élite e un piccolo recipiente destinato al profumo. La loro posizione originale potrà aiutare gli archeologi a capire quali oggetti fossero stati impiegati durante il rito e quali appartenessero alla vita quotidiana dei defunti.
I resti scheletrici appartengono ad almeno due persone, anche se la presenza di un terzo individuo non è ancora esclusa. Sul letto di pietra si trovava una deposizione principale; accanto erano state sistemate con cura altre ossa, raccolte in una deposizione secondaria. Questa disposizione indica una sequenza funeraria più complessa di una semplice sepoltura avvenuta in un unico momento.
Vicino alla deposizione secondaria è stato recuperato uno spillone di ferro. La corrosione del metallo ha preservato minuscoli frammenti tessili, forse appartenenti a un indumento oppure a un involucro utilizzato per raccogliere i resti. Il materiale dovrà essere analizzato prima che se ne possano stabilire con certezza funzione e tecnica di lavorazione.
Una punta di lancia in ferro suggerisce che almeno uno dei defunti potesse essere un uomo, ma l’oggetto non costituisce da solo una prova definitiva dell’identità biologica. La presenza dell’arma e dei recipienti associati al vino ha portato il gruppo a interpretare il sepolcro come appartenente a persone di condizione elevata della comunità di San Giuliano.
IL CONFRONTO CON LA TOMBA SCOPERTA NEL 2025
La nuova tomba è più piccola e possiede un corredo meno numeroso rispetto alla Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti, aperta nel 2025. I dati dei due ritrovamenti non devono essere sovrapposti: i quattro individui, i molteplici letti funerari e gli oltre cento oggetti appartengono alla prima camera, mentre la tomba etrusca intatta del 2026 conserva 13 vasi, un solo letto e almeno due deposizioni.
Proprio queste differenze rendono prezioso il confronto. Quando una tomba è stata saccheggiata, la selezione originaria degli oggetti e la loro disposizione risultano irrimediabilmente alterate. Due camere inviolate dello stesso periodo permettono invece di verificare se le variazioni dipendessero dal rango, dalla composizione familiare, dalla funzione rituale o da tradizioni diverse all’interno della medesima comunità.
La fine del VII secolo a.C. fu una fase di intensi contatti nel Mediterraneo. Forme vascolari e pratiche legate al banchetto e al consumo del vino riflettono rapporti con il mondo greco e con le comunità della costa tirrenica. San Giuliano si trovava nell’Etruria interna, ma non era isolata: merci, idee e rituali raggiungevano l’altopiano attraverso reti di scambio che collegavano l’entroterra alla costa.
LE ANALISI CHE DEVONO ANCORA RACCONTARE CHI ERANO I DEFUNTI
La tomba etrusca intatta non ha ancora restituito tutte le sue risposte. Il buono stato delle ossa potrebbe consentire analisi del DNA antico per verificare eventuali legami familiari. Gli isotopi conservati nei denti e nello scheletro potranno invece fornire informazioni sull’alimentazione e sull’origine geografica degli individui, distinguendo chi era cresciuto nella zona da chi potrebbe essere arrivato da altri territori.
Anche i residui organici, il terreno e il tessuto preservato dalla corrosione dello spillone saranno studiati separatamente. Al momento non esistono risultati conclusivi su parentela, sesso biologico, provenienza o causa della morte. Definizioni più precise dovranno attendere il lavoro di antropologi, genetisti, specialisti dei materiali e restauratori.
I reperti della tomba scoperta nel 2025 sono già entrati in un’esposizione permanente al Museo delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Per il nuovo corredo, invece, catalogazione, conservazione e analisi sono ancora in corso. Non è stato annunciato quando potrà essere mostrato integralmente al pubblico.
Il valore della scoperta risiede soprattutto nell’integrità del contesto. Ogni vaso, osso e frammento tessile conserva una posizione che può ricostruire un gesto compiuto oltre due millenni e mezzo fa. Dopo dieci anni di ricerche, San Giuliano non ha semplicemente restituito un’altra camera funeraria: ha offerto due testimonianze parallele con cui osservare dall’interno una comunità etrusca mentre il suo mondo stava cambiando.
FONTI
Baylor University — “Baylor-Led Archaeological Team Discovers Second Intact Etruscan Chamber Tomb in Italy”, 24 luglio 2026
Baylor University — “Rare Intact Etruscan Tomb in Italy Discovered by International Baylor-led Archaeological Research Team”, 2025
San Giuliano Archaeological Research Project e Antiquity — “From Etruscan Urban Centre to Medieval Fortified Village: San Giuliano Archaeological Research Project”, 2018
Archeo — “Necropoli etrusca rupestre di San Giuliano”, 4 giugno 2026






